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IZOLA - ISOLA

E` una città dove l'antico si intreccia con il nuovo, dove la fragranza della flora mediterranea ed il fruscio delle onde rotte vi seducono. È una delle più piccole città slovene, affascina chiunque passeggia per le sue strette strade di pietra nella città vecchia e visita le sue pittoresche bellezze. Una passeggiata riaccende le emozioni dimenticate e assicura la nascita di migliaia di memorie nuove.In mezzo alle vie strette e intricate, tra porte e scuri di legno, tra portoni e scale di pietra, si nascondono monumenti che semplicemente dovete vedere.
Il legame con il mare si sente dappertutto. Niente di strano, poiché la città di Isola, oggi un sempre più conosciuto luogo di villeggiatura, era una volta un'isola, com'è per sempre scritto nel suo nome.

Pesce e olio d`oliva sono i segni di riconoscimento del comune, paese che conservail fascino del borgo medievale, con le case addossate l`una sull`altra e affacciate su tortuose viuzze. Nel medioevo la pesca era l`attività più redditiyia a Izola e proprio il pesce è il protagonista della ricca offerta culinaria che caratterizza la Festa dei pescatori, evento tradizionale dalla forte vocazione mediterranea che si celebra in agosto. La manifestazione, colorata e coinvolgente, attira turisti da ogni dove con rievocazioni storiche, giochi sportivi e tanta musica. Gli elementi base della tipica gastronomia isolana si possono scoprire anche drante le Giornate delle olive, del vino e del pesce, quando le vie e le piazze della città si animano del fervore di gruppi folcloristici e i prodotti locali attendono in bella mostra chi voglia assaporare un pezzetto di territorio istriano (Tratto da Itinerari Travel, 9/2010)

INFORMAZIONI SULLA LOCALITA

No. abitanti : 14500
Cittadini famosi :
Pietro Coppo
Uno dei fotografi più noti, trasferitosi a Isola nel 1499. Partecipava alla vita del comune svolgendo le mansioni di notaio e di vicedom. Pieto Coppo viaggiava e scriveva molto, fabbricava inoltre cartine geografiche (una copia di è custodita nel museo Sergeja Mašere a Pirano). Le sue opere più note sono De toto orbe, Portolano ecc. Tra le sue ultime opere è sicuramente la più nota Del sito de Listria, con allegata la presentazione cartografica della penisola istriana (foto carte), stampata per la prima volta a Venezia, dieci anni dopo la prima pubblicazione. È comunque un'opera molto preziosa, le descrizioni nell'ultima parte, infatti, sono pubblicate in base alle annotazioni e ricerche che Coppo svolgeva.
Uno dei parchi nel centro della città porta, in suo onore, il nome Pietro Coppo. In esso si trova, scolpita in pietra, la riproduzione della sua mappa dell'Istria.
Pasquale Besenghi
L'uomo che, nel 1775, fece costruire il più grande e lussoso edificio di Isola. Appartenente a una famiglia veneziana, che visse in Istria, questi, successivamente si sposò con la discendente della vecchia famiglia isolana Degli Ughi. Congiunti entrambi i cognomi, il palazzo ricevette il nome Besenghi degli Ughi con il quale è conosciuto ancora oggi. Dal padre ereditò un ricca biblioteca, da lui arricchita successivamente. Nonostante la maggior parte si sia persa, vengono all'interno del palazzo comunque conservati ancora 3000 libri e manoscritti appartennenti al 16. e 17. secolo.
Il sindaco Manzioli
Ricco cittadino medioevale e uno dei primi sindaci di Isola, che nel 1470 ordinò, la costruzione della casa in stile gotico, situata nel centro della città.
Giovanni Thamar
Ai tempi dell'epidemia della peste, che in parte colpì Isola e causò la morte di parecchi abitanti, il canonico Giovanni Thamar enumerò soltanto 1490 persone (anno 1595). Soltanto nella seconda metà del 18. secolo il numero degli abitanti raggiunse le 2000 unità. Thamar fu uno degli canonici più importanti - preti che dirigevano la messa; il parrcoco era il canonico più rispettato. Il loro compito più importante era la cura degli spiriti delle persone.
Antonio Morona
Il prete, che diede l'iniziativa per la formazione ovvero formò il laboratorio artistico per viola e violoncello, nell'ambito del quale ha operato anche un teatro.
Il minorita Chiaro Vascotto
Esploratore delle sorgenti minerali, da lui scoperte a Isola nel 1820. Con l'aiuto dei cittadini ricchi fece poi costruire i bagni termali di S. Piettro con cabine e vasche. L'inaugurazione dei bagni si svolse nel 1824, quando nel loro complesso fu costruita anche la sala da ballo.
Vascotti può essere anche considerato come l'uomo, meritevole per aver dato inizio allo sviluppo del turismo a Isola. Successivamente, nello stesso luogo dove all'epoca si trovavano i bagni, è sorta la fabbrica di produzione del pesce Delamaris. La sorgente si trova ancora oggi nell'area della fabbrica Delamaris.
Franjo Ravnik
Uno dei più importanti sollecitatori dei popoli sloveni e croati dell'Istria. Fra gli anni 1871 e 1883 svolgeva le mansioni di parroco e insegnante nel paese Corte (Korte) sopra Isola.

Le persone più illustri della chiesa capitolica di Isola erano:
L'osservatore riformato Bonaventura
Nato a Tamar. Dopo la guerra lasciò il paese di nascita e il servizio ecclesiastico e si trasferì nel monastero in segno di devozione. Era un uomo colto, che collegava la scienza alla preghiera, per questo aveva il rispetto di tutti, siccome viveva una vita onesta. La sua opera maggiore, lasciata alle generazioni future, è »La sorgente della vita spirituale« (Studenec duhovnega življenja).
Marino Contesini
Raggiunse la posizione del contronotaio apostolico. Durante lo svolgimento delle proprie mansioni, incompatibili con il suo lavoro di parroco e canonico, diventava sempre più simile a un foglio ruvido, invece che a un violetta profumata.



 

L'antico centro urbano vanta alcune importanti perle dell’architettura medievale. Una statua in pietra di un leone del 1212, il restaurato palazzo Manzioli – Lovisato, palazzo Besenghi degli Ughi e la chiesetta di S. Maria d’Alieto, completamente restaurata, ne rappresentano solo alcune. Le antiche vie e piazze si fondono con i nuovi centri abitati, le vele delle imbarcazioni ormeggiate nel porto disegnano immagini legate al mare, mentre la multiculturita e l’uso ufficiale di due lingue – sloveno e italiano – danno alla vita cittadina un’impronta particolare.

La leggenda della colomba isolana

Il 23 ottobre del 1380 una flotta di navi genovesi stava per attaccare la cittadina che, allora come oggi, si chiamava Isola. La leggenda racconta che gli abitanti disperati cercarono rifugio nella chiesa di San Mauro pregando il santo patrono di liberarli dal pericolo. Improvvisamente, una nebbia miracolosa copri la vista dell’isola e una colomba bianca prese il volo dal tetto della chiesa dirigendosi verso le navi nemiche. I genovesi seguirono il volo della colomba credendo che li avrebbe guidati verso la terraferma. L’astuta colombella invece, li porto lontano in mare aperto e, al ritorno, porto nel becco un ramoscello di ulivo che fece cadere sulla popolazione in segno di pace e di scampato pericolo. Gli isolani ancora oggi conservano la colomba con il ramoscello d’ulivo nello stemma e nel gonfalone del proprio Comune.


(tratto da TIC Izola)