Home pageScheda dell'aziendaAggiungi tra i favoriti
SlovenskoDeutschEnglishItaliano
Za ogled flash predvajalnika, potrebujete Adobe Flash Player 9.0. Dobite ga lahko tukaj.
IZOLA - ISOLA
Isola album_7d71826be56d8b920e9c3fdb0fa481a6è una città dove l'antico si intreccia con il nuovo, dove la fragranza della flora mediterranea ed il fruscio delle onde rotte vi seducono. 
È una delle più piccole città slovene, affascina chiunque passeggia per le sue strette strade di pietra nella città vecchia e visita le sue pittoresche bellezze. Una passeggiata riaccende le emozioni dimenticate e assicura la nascita di migliaia di memorie nuove.In mezzo alle vie strette e intricate, tra porte e scuri di legno, tra portoni e scale di pietra, si nascondono monumenti che semplicemente dovete vedere.
Il legame con il mare si sente dappertutto. Niente di strano, poiché la città di Isola, oggi un sempre più conosciuto luogo di villeggiatura, era una volta un'isola, com'è per sempre scritto nel suo nome.


L'antico centro urbano vanta alcune importanti perle dell’architettura medievale. Una statua in pietra di un leone del 1212, il restaurato palazzo Manzioli – Lovisato, palazzo Besenghi degli Ughi e la chiesetta di S. Maria d’Alieto, completamente restaurata, ne rappresentano solo alcune. Le antiche vie e piazze si fondono con i nuovi centri abitati, le vele delle imbarcazioni ormeggiate nel porto disegnano immagini legate al mare, mentre la multiculturita e l’uso ufficiale di due lingue – sloveno e italiano – danno alla vita cittadina un’impronta particolare.

La leggenda della colomba isolana

Il 23 ottobre del 1380 una flotta di navi genovesi stava per attaccare la cittadina che, allora come oggi, si chiamava Isola. La leggenda racconta che gli abitanti disperati cercarono rifugio nella chiesa di San Mauro pregando il santo patrono di liberarli dal pericolo. Improvvisamente, una nebbia miracolosa copri la vista dell’isola e una colomba bianca prese il volo dal tetto della chiesa dirigendosi verso le navi nemiche. I genovesi seguirono il volo della colomba credendo che li avrebbe guidati verso la terraferma. L’astuta colombella invece, li porto lontano in mare aperto e, al ritorno, porto nel becco un ramoscello di ulivo che fece cadere sulla popolazione in segno di pace e di scampato pericolo. Gli isolani ancora oggi conservano la colomba con il ramoscello d’ulivo nello stemma e nel gonfalone del proprio Comune.

(tratto da TIC Izola)